Grazie al raggiungimento dell’accordo tra Corepla (Consorzio per il recupero e il riciclo della plastica), Conai (Consorzio nazionale imballaggi) e Anci (Associazione nazionale comuni italiani), in quasi 7.300 municipi, le stoviglie in plastica monouso sono entrate a far parte del circuito della raccolta differenziata. Oltre 140.000 tonnellate di stoviglie, che fino a ieri finivano tra inceneritori e discariche, potranno quindi essere recuperate e avviate al riciclo, con indubbi benefici economici e ambientali.
La novità riguarda esclusivamente piatti e bicchieri usa e getta, mentre continuano ad essere destinati ai rifiuti indifferenziati le posate di plastica, comprese le palette per il caffè, e tutte le stoviglie in plastica durevole, cioè non monouso.
Per essere correttamente riciclate le stoviglie dovranno essere, almeno sommariamente, ripulite dai residui di cibo, in modo da eliminarne il grosso e non inficiare la raccolta differenziata della plastica. Il riciclo delle stoviglie monouso, infatti, rappresenta oggettive difficoltà, essendo realizzate in polimeri poco pregiati dal punto di vista del riutilizzo, e il rischio che finiscano nei bidoni ancora sporche di cibo è particolarmente alto.
Il Corepla, al fine di promuovere una raccolta corretta, premierà con un incentivo (120 euro a tonnellata) solo i Comuni che riusciranno a riciclare in modo corretto stoviglie monouso prive di impurità organiche e inorganiche.
D’ora in avanti, quindi, piatti e bicchieri in plastica usa e getta dovranno essere conferiti nelle campane blu destinate alla plastica, o, nel caso di raccolta con il sistema porta a porta, nei sacchetti e contenitori per la plastica.