Risparmiare sul riscaldamento della propria casa è possibile, ed anzi auspicabile, ma come bisogna procedere, quali i criteri per fare la scelta giusta?
Primo passo: eliminare gli sprechi
La prima cosa da fare è isolare termicamente l’abitazione, anche in quelle le cui tecnologie di costruzione non tenevano conto del risparmio energetico, e prima ancora di scegliere il tipo di impianto termico da far installare.
ATTENZIONE! Risparmiare non significa minore confort.
perché è più sicuro, spesso più efficiente, e consente di ottimizzare i costi di manutenzione, di gestione e di acquisto del combustibile in un futuro sempre più competitivo tra le società di vendita dell’energia.
Inoltre è possibile la contabilizzazione del reale consumo individuale del singolo condomino.
Secondo passo: scegliere l’impianto termico
Ecco una serie di soluzioni tra cui scegliere in base alle proprie esigenze e alle proprie tasche.
Riscaldamento centralizzato
È quello più indicato nelle strutture condominiali, perché più sicuro, spesso più efficiente, e consente di ottimizzare i costi di manutenzione, di gestione e di acquisto del combustibile in un futuro sempre più competitivo tra le società di vendita dell’energia. Inoltre permette di contabilizzare il reale consumo del singolo condomino.
Sistemi radianti a bassa temperatura
È il sistema di distribuzione del calore più utilizzato oggi nelle nuove costruzioni. Gli elementi radianti possono essere installati nel pavimento, nel battiscopa o nel muro.
I pro
-non occupano spazio
-evitano che debba essere surriscaldata l’aria per avere un ambiente confortevole.
-rendono i muri ed il pavimento veri e propri elementi di riscaldamento con temperature più basse di quelli tradizionali.
I contro:
-bisogna forare i muri. L’operazione necessita di particolare attenzione perché si potrebbero danneggiare le tubazioni.
Caldaie a combustibile
Le più efficaci sono quelle a condensazione. Hanno un costo maggiore, ma nel tempo l’esborso viene recuperato in efficienza e risparmio, in quanto sono progettate per recuperare il calore non utilizzato per il principio fisico della condensazione.
Pompe di calore
Sfruttano il principio di scambio di aria caldo/fredda utilizzato dai frigoriferi (che utilizza le variazioni di temperatura dei fluidi attraverso la loro compressione) con risultati eccellenti di caldo/freddo con un basso consumo di energia.
Stufe e i camini centralizzati
Prevedono un impegno personale nell’alimentarle, a meno che non sia possibile avere dei caricatori automatici di cippato (legno spezzettato), che occupano molto spazio, e hanno un costo importante.
Le uniche che potevano essere programmate erano quelle a pellet che però sconsigliamo per il costo troppo alto di questo tipo di combustibile. Quelle di nuova generazione non hanno bisogno di canna fumaria.
Stufe a combustibile liquido
Possono essere integrative, ma non sostituiscono l’impianto principale.
Sono utilizzabili solo in esterno. Per essere utilizzate in ambienti interni per il carico di anidride carbonica che producono, serve un’adeguata areazione. Il combustibile utilizzato è un derivato dal petrolio oppure è bioetanolo.