Gli attuali modelli di
sciopero non determinano altro che situazioni paradossali i cui effetti
negativi si riflettono esclusivamente sui cittadini/consumatori, del tutto
incolpevoli delle dinamiche industriali e dei conflitti tra lavoratori e
aziende e non penalizzano invece le imprese, che anzi, spesso, risparmiano.
Esse, infatti, si limitano a trasferire disagi e oneri solo sui fruitori dei
servizi, in particolare a tutti coloro che sono costretti a viaggiare per
necessità, non prevedendo né soluzioni alternative né strumenti adeguati per
gestire le difficoltà o, quando lo fanno, proponendo soluzioni distanti dalle
esigenze della clientela e quindi inutili.
Il risultato è che il
cittadino non solo non utilizza il servizio, ma non viene nemmeno rimborsato,
così perde due volte!
Prima ancora di mettere
mano ad un riordino delle norme sugli scioperi, è arrivato il momento di
definire in modo moderno qualità ed efficacia del servizio pubblico alla luce
della cultura del servizio e dell’attenzione al cittadino, oggi colpevolmente
trascurata. Tale trascuratezza reca gravi danni alla collettività, indebolisce,
di fatto, le ragioni dei lavoratori e si traduce in un paradossale vantaggio
per le imprese. in grado di regolare
meglio il conflitto tra lavoratori e aziende, senza che siano solo i
cittadini/consumatori a pagarne le conseguenze.