Non si arresta la crisi del settore delle comunicazioni in Italia, il comparto più
in sofferenza è quello delle Tlc, dove la rete fissa limita la perdita al 4,9%,
mentre quella mobile è crollata del 10,4%. Alla fine, i ricavi degli operatori
sono equamente distribuiti tra rete fissa e mobile. Si conferma, invece, il positivo
andamento dei prezzi, che negli ultimi anni si è attestato su un livello più
basso rispetto all’indice generale. Per quanto riguarda invece il settore
postale, l’Agcom mette in evidenza che nell’ultimo biennio si è registrata una
riduzione dei volumi (comune per altro a tutti i Paesi europei) più marcata
rispetto alla riduzione dei ricavi. Molto forte, in particolare, la contrazione
dei prodotti che rientrano nel cosiddetto servizio universale. Mentre gli
indicatori della banda ultralarga in Italia presentano un grado di arretratezza
preoccupante rispetto all’Europa. L’Italia registra infatti un livello di
copertura del 36% contro il 68% dell’Ue-28; in alcune zone c’è “totale assenza”
di queste reti. Al contrario delle reti fisse di telecomunicazioni, l’Italia
mostra invece un buon risultato nel mercato delle reti e servizi radiomobili. Nel
2014, la quota di mercato di Telecom Italia nei servizi a banda larga si
attesta al 48%, riducendosi del 10% quasi in 5 anni. www.agcom.it