Le statistiche 2015 sulla sicurezza stradale nell’Unione europea confermano le
strade europee come le più sicure al mondo, ma evidenziano anche una mancanza
di ulteriori miglioramenti rispetto al
2014 in merito al numero dei
decessi e delle persone rimaste gravemente ferite (ben 135mila). Tra questi
ultimi, una proporzione importante è rappresentata dagli utenti vulnerabili
come i pedoni, i ciclisti, ecc..
Questo mancato miglioramento in termini di numero di decessi e di feriti gravi
allarma la Commissione, che si pone l’obiettivo di dimezzare tale numero entro
il 2020. Per questo motivo la Commissione ha invitato gli Stati membri ad intensificare
gli sforzi volti ad applicare la normativa stradale, a
sviluppare e a manutenere le infrastrutture e ad organizzare campagne di educazione
e di sensibilizzazione. La Commissione è consapevole anche del ruolo che
svolgeranno le nuove tecnologie e ritiene che la guida connessa e automatizzata
potrebbe essere di enorme utilità per evitare le collisioni. In merito, la
Commissione intende elaborare entro la seconda metà del 2016 un piano generale
per la diffusione dei sistemi di trasporto
intelligenti cooperativi (STI) in grado di permettere la comunicazione tra i
veicoli, tra questi e le infrastrutture stradali, e tra le infrastrutture
stesse. Nel Report 2015, la maggiore
diminuzione del numero di vittime (-36%) si è registrato in Grecia, seguita
dalla Danimarca (-35%) e dal Portogallo (-33%). Variazioni uguali a zero si
sono registrate in Lussemburgo e Svezia. L’Italia si è attesta con un -17%.