Serrande abbassate, telefoni che squillano a vuoto e percorsi di cura lasciati a metà. È la situazione in cui si sono ritrovati numerosi cittadini a seguito della improvvisa chiusura di uno studio dentistico di Faenza. Oltre al danno sanitario e al disagio di ritrovarsi con interventi ortodontici o protesici incompiuti, per molti si aggiunge la beffa economica: le rate dei finanziamenti stipulati per coprire i costi delle terapie continuano a essere addebitate regolarmente sui conti correnti. Come tutelarsi? Vediamo nel dettaglio.
Cosa fare
Adiconsum Emilia Romagna dà le seguenti indicazioni:
- Sospendere o risolvere il finanziamento: Secondo il Testo Unico Bancario (TUB), in caso di grave inadempimento da parte del fornitore del servizio (in questo caso lo studio dentistico), il consumatore ha diritto di chiedere la risoluzione del contratto di credito e il blocco del pagamento delle rate residue, oltre alla restituzione delle somme già versate per prestazioni non usufruite.
- Richiedere la cartella clinica: È fondamentale inviare una comunicazione formale (tramite PEC o raccomandata A/R) per richiedere la consegna immediata della documentazione medica, indispensabile sia per proseguire le cure presso altre strutture, sia per documentare lo stato dei lavori svolti.
- Mettere in mora lo studio: Segnalare formalmente l’inadempimento contrattuale ai titolari della struttura.
Per assistenza legale e avvio delle pratiche necessarie per bloccare i finanziamenti e tutelare la salute e i diritti dei cittadini colpiti, contattare Adiconsum Emilia Romagna