La ventilata ipotesi di un aumento
della tassa sui telefonini, c.d. equo compenso, ad avviso di Adiconsum, sarebbe
del tutto inspiegabile e si tradurrebbe soltanto in un nuovo balzello che si
scaricherebbe dai produttori ai consumatori.
L’incremento dell’equo compenso
sarebbe previsto per bilanciare le perdite del diritto d’autore dovute alla
produzione di copie private di un prodotto multimediale legalmente acquistato,
che verrebbe applicato alla vendita/acquisto di apparati che hanno al loro
interno memorie digitali e quindi smartphone, cellulari, tablet, chiavette USB,
ecc..
A giudizio di Adiconsum ciò
equivarrebbe a tassare addirittura anche solo la mera eventualità che si
duplichi un qualcosa coperto dal diritto d’autore. Oggi invece la copia
personale non è più necessaria, perché il prodotto multimediale è sempre
usufruibile direttamente dalla rete.
Piuttosto un aumento della
tassazione rischierebbe di allargare il gap digitale
esistente nel nostro Paese e costringerebbe le famiglie, già provate dalla
crisi, ad effettuare tagli di prodotti che ormai non possono più essere
definiti voluttuari.