Via libera al piano
nazionale italiano per la banda larga ad alta velocità. L’Unione europea lo ha
infatti riconosciuto in linea con le norme in materia di aiuti di Stato.
Il piano, infatti, comporterà sì la spesa di denaro pubblico, ma
senza escludere gli investimenti privati; promuoverà l’utilizzo delle infrastrutture esistenti,
riducendo così l’intervento di fondi statali; stimolerà la concorrenza tra
operatori e al livello del mercato al dettaglio, in quanto i punti di
interconnessione saranno neutrali e
raggiungibili quindi da qualsiasi operatore nelle stesse condizioni di parità.
Le gare di appalto utilizzate saranno aperte e conformi alla normativa
italiana e dell’Unione in materia di appalti pubblici e rispettose del
principio della neutralità tecnologica.
L’obiettivo del piano
è di estendere la banda larga ad alta velocità (velocità di almeno 100 Mbps)
all’85% della popolazione e a tutti gli edifici pubblici (in particolare a
scuole e ospedali). Il piano, con una spesa di circa 4 miliardi di euro, sarà
in vigore fino al 31 dicembre 2022.