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ZTL Roma: Adiconsum scrive una lettera aperta all’assessore Patanè. Rivedere la decisione dei 1000€ del pass per le auto elettriche

A cura di

Gianluca Vergari

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Adiconsum esprime perplessità sulle nuove direttive del Comune di Roma che introducono un permesso annuale da 1.000 euro per l’accesso dei veicoli elettrici puri nelle ZTL del centro storico, sostituendo l’agevolazione gratuita finora in vigore.

L’associazione evidenzia che tale proposta non risolve la decongestione della ZTL di Roma, visto il numero esiguo di auto elettriche pari a 70.000 (1,5% del parco auto romano circolante). Eliminare l’incentivo è un grave passo indietro nella transizione sostenibile e rallenta ulteriormente la diffusione di tecnologie private a zero emissioni. Penalizzati i consumatori che hanno acquistato (sapendo di avere dei benefici) o stanno acquistando in questi giorni auto 100% elettriche.

A seguire, la lettera aperta inviata oggi all’Assessore Patanè con proposte concrete per un’alternativa più equa e sostenibile.

LETTERA APERTA 

all’ Assessore Eugenio Patanè,

Assessore alla Mobilità

Roma Capitale

Posizione di Adiconsum sulle direttive per la revisione degli accessi alle ZTL e della sosta nel centro storico – Richiesta di ripensamento per tutelare i consumatori e la transizione efficiente e tecnologica

Roma, 13 febbraio 2026

Gentile Assessore Patanè,

in qualità di Adiconsum – Associazione Difesa Consumatori APS, associazione di promozione sociale riconosciuta a livello nazionale e impegnata da oltre trentacinque anni nella tutela dei diritti dei cittadini-consumatori, Le scriviamo per esprimere le nostre perplessità in merito alle due direttive da Lei firmate, finalizzate a decongestionare il centro storico attraverso la revisione delle regole di accesso alle Zone a Traffico Limitato (ZTL) e della sosta tariffata.

Apprezziamo, ovviamente, l’obiettivo dichiarato di recuperare spazi urbani, ridurre la congestione veicolare e migliorare la vivibilità del centro storico, patrimonio UNESCO di inestimabile valore. 

Tuttavia, le misure annunciate – in particolare l’introduzione di un permesso annuale oneroso da 1.000 euro per i veicoli a trazione esclusivamente elettrica che annulla l’accesso gratuito finora vigente  e rinnega l’incentivo alla mobilità elettrica, destano serie preoccupazioni dal punto di vista consumeristico e della sostenibilità integrale.

Ora che gli incentivi economici sono sempre più limitati, occorre  più che mai incentivare localmente l’uso dell’auto elettrica per limitare l’inquinamento locale, le emissioni di CO₂ e contribuire a contrastare la crisi climatica in atto, con impatti diretti sulla salute pubblica e sul benessere dei cittadini romani. Concordiamo pienamente che nelle ZTL circolano troppe auto e che la congestione sia un problema reale e urgente da affrontare. Tuttavia, non appare una soluzione efficace né equa iniziare a limitare proprio i veicoli elettrici, che rappresentano solo circa l’1,5% delle auto immatricolate e circolanti nel territorio romano: il loro contributo alla congestione è quindi marginale e trascurabile rispetto ai veicoli tradizionali a combustione interna.

Prima di introdurre misure restrittive verso le tecnologie a zero emissioni locali, sarebbe opportuno condurre una seria analisi dei flussi reali che occupano le ZTL, identificando le categorie di veicoli che generano il maggiore impatto sul traffico e sulla sosta. 

Esistono infatti alternative più mirate ed efficaci per ridurre il numero complessivo di auto in ingresso: incrementare il car pooling attraverso incentivi concreti, rendere gratuiti o fortemente agevolati i mezzi pubblici elettrici all’interno delle ZTL, promuovere lo smart working con accordi strutturati tra enti pubblici e privati, imprese e lavoratori, e investire in nuove aree pedonali e infrastrutture di sharing mobility elettrica e ciclabile.

Il decongestionamento della ZTL di Roma va programmato  attivando un tavolo tecnico con tutti gli interessati e non imposto nel breve, come invece sembra sia previsto, per permettere un serio monitoraggio del fenomeno nel tempo.

La decisione annunciata dal Comune di Roma, al contrario, lancia un messaggio negativo e scoraggiante verso l’elettrico e la sostenibilità in generale: penalizza chi ha già scelto di investire in un veicolo a zero emissioni confidando nelle agevolazioni vigenti e rischia di disincentivare nuovi acquisti in un mercato italiano ancora fragile (lontano dalle quote UE+EFTA+UK del 19,5% per il solo full electric), vanificando in parte gli sforzi per accelerare la transizione proprio quando l’Italia ha bisogno di segnali chiari e positivi per allinearsi agli obiettivi UE di decarbonizzazione e miglioramento della qualità dell’aria.

Da un punto di vista consumerista, tale misura appare sproporzionata e potenzialmente discriminatoria verso una categoria di utenti che ha già sostenuto costi elevati per contribuire alla sostenibilità collettiva.

In alternativa alle misure restrittive attualmente annunciate, Adiconsum propone l’introduzione di un permesso annuale per i veicoli 100% elettrici calcolato in modo proporzionale e molto contenuto, magari facendo un piano prezzi, da oggi al 2030, in base al raggiungimento di % di mercato romano o nazionale, basato su peso e dimensioni del veicolo. 

Questo criterio riflette l’unico impatto reale delle auto elettriche – l’occupazione di spazio su strada e in sosta – senza penalizzare i benefici ambientali e acustici, che restano nulli in termini di emissioni locali, CO₂, particolato e rumore.

In questo modo l’auto elettrica rimarrebbe di gran lunga il mezzo privato più vantaggioso per accedere al centro storico, incentivando scelte sostenibili e premiando in particolare i modelli più efficienti e meno ingombranti, senza creare disincentivi generalizzati che rischiano di rallentare la transizione ecologica in una fase ancora embrionale per il mercato italiano.

Analogamente, la distinzione tra full hybrid, plug-in hybrid e mild hybrid per le esenzioni di sosta nelle strisce blu è condivisibile in termini di effettivo beneficio ambientale, ma andrebbe inserita in un quadro più ampio di supporto alla transizione, evitando di generare confusione e frustrazione tra i consumatori che cercano opzioni sostenibili.

In assenza di un piano nazionale di incentivi strutturato e pluriennale – come quelli adottati con successo in altri Paesi europei – misure come queste rischiano di avere un effetto boomerang: frenare la diffusione dei veicoli elettrici, mantenere più a lungo in circolazione auto inquinanti e compromettere gli obiettivi di qualità dell’aria e salute pubblica fissati dall’Unione Europea.

Adiconsum ritiene che una vera sostenibilità integrale richieda un approccio equilibrato:

  • Potenziamento massiccio del trasporto pubblico a zero emissioni;
  • Espansione di infrastrutture di ricarica capillari e accessibili;
  • Promozione di sharing mobility elettrica, ciclabilità e pedonalità incrementando aree chiuse alle auto;
  • Incentivi mirati e non punitivi per i consumatori che scelgono la mobilità sostenibile.

Chiediamo pertanto di riconsiderare le direttive nel provvedimento definitivo, mantenendo almeno temporaneamente (fino al raggiungimento di una penetrazione significativa del mercato elettrico) le agevolazioni per i veicoli a zero emissioni locali, al fine di non vanificare gli sforzi già compiuti da migliaia di cittadini romani e nazionali.

Siamo disponibili a un confronto immediato e costruttivo con Lei e con i tecnici dell’Amministrazione, per condividere analisi, dati e proposte concrete che tengano conto sia delle esigenze di decongestione, sia dei diritti dei consumatori e degli obiettivi ambientali.

La ringraziamo per l’attenzione e confidiamo in un Suo positivo riscontro.

Adiconsum Nazionale

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