Meazza: espresse nostre perplessità a Comm.ne Finanze (Senato) su DDL…
RECUPERO CREDITI
Audizione Associazioni Consumatori DDL AS 2263
presso la Commissione Finanze del Senato
Walter Meazza, Presidente di Adiconsum nazionale:
Pur
apprezzando l’iniziativa legislativa a tutela dei crediti delle amministrazioni
locali, abbiamo manifestato nostre perplessità sulla mancanza nel testo
di alcune necessarie specifiche per fugare qualsiasi possibilità di accanimento
nei confronti dei consumatori-contribuenti
20 settembre 2016 – Ha avuto luogo oggi, presso la 6.a commissione del Senato
(Finanze e Tesoro ) la prevista audizione in merito al disegno di legge AS2263
(“Misure per il recupero dei crediti insoluti nella pubblica amministrazioneâ€).
Adiconsum, ascoltata come primaria associazione di tutela
dei consumatori, ha partecipato fornendo il proprio contributo dopo l’esame del
testo, apprezzando la volontà del Parlamento di assicurare solidità finanziaria
aggiuntiva alle amministrazioni locali, ponendo però alcune critiche.
Pur condividendo,
infatti – dichiara Walter MEAZZA, Presidente di Adiconsum nazionale – qualsiasi
iniziativa legislativa volta ad assicurare la legittima tutela delle
amministrazioni locali nei propri crediti, abbiamo manifestato alcune
perplessità circa la mancanza a nostro avviso, nel testo del ddl, di alcune
necessarie specificazioni che fughino qualsiasi possibilità di ulteriore
accanimento nei confronti dei consumatori-utenti.
In particolare – prosegue Meazza – abbiamo sottolineato
l’esigenza di quantificare, magari separati per tipologia (un conto è un debito
per il mancato pagamento della retta scolastica di un genitore in difficoltà,
altra cosa la morosità cronica negli affitti delle proprietà pubbliche…), gli
importi che le pubbliche amministrazioni possono affidare all’azione ausiliaria
di una società per il recupero dei crediti. Il testo, infatti, definisce
genericamente “obbligazioni pecuniarie di modesta entitàâ€.
Abbiamo altresì esposto
la necessità di definire nei contratti da stipulare – continua Meazza – anche l’eventualità
di una “partecipazione al rischio†da parte delle imprese operanti nel settore,
per scongiurare l’eventualità di un comune che – ad esempio – affidata ad una
società di recupero l’azione per un importo pari ad un milione di euro, ne veda
recuperata solo una minima parte, magari insufficiente anche per la sola
copertura delle spese affrontate, essendo infatti costretto, sulla base
dell’art. 4 del ddl, a corrispondere comunque per intero quanto pattuito alla
società stessa, salvo poi potersi rivalere (art. 3 del testo proposto) sui
medesimi soggetti debitori, cosa in evidente contrasto con la presumibile
situazione economica degli stessi.
Rimaniamo in attesa della
riforma del testo, così come assicuratoci dal relatore – conclude Meazza.