Nell’aprile 2015, la
Commissione europea aveva inviato due comunicazioni sugli addebiti per gli
acquisti comparativi a Google e Alphabet (la società madre).
Ora la Commissione ha
inviato altre due comunicazioni: una supplementare alle comunicazioni sugli
acquisti comparativi, nella quale
la Commissione rafforza la propria
conclusione preliminare e cioè che Google abusa della propria posizione
dominante perché favorisce sistematicamente i propri servizi
di acquisto comparativo nelle pagine dei risultati delle ricerche non facendo
visualizzare ai consumatori i risultati più pertinenti; l’altra, sempre rivolta
a Google e Alphabet, per limitare la possibilità su siti terzi di visualizzare
la pubblicità presente in motori di ricerca concorrenti.
Google infatti inserisce le pubblicità legate sia direttamente alle
ricerche effettuate col proprio motore di ricerca sia indirettamente come
intermediario in siti terzi attraverso la piattaforma “AdSense for Search”.
Si pensi ad es. a quei siti che mettono a disposizione una casella per le ricerche collegato a Google. La
pubblicità passa anche da questo canale e sia Google che la società terza
percepiscono una commissione. La Commissione ritiene che questo comportamento e
questi accordi violino la concorrenza.
Ora Google e Alphabet hanno 8 settimane di tempo per rispondere alla
prima comunicazione e 10 per rispondere alla seconda.