Ha fatto scalpore il sequestro di 126 kg di latte d’asina
liofilizzato destinato ad essere trasformato in 1800 litri di latte per
l’infanzia messo a segno dal Nucleo Antifrode di Parma.
Il sequestro si è reso necessario perché il latte
liofilizzato è risultato essere privo dell’indicazione sulla provenienza
contravvenendo alla normativa di settore, a pochi giorni, tra l’altro,
dall’entrata in vigore dell’etichetta obbligatoria con l’indicazione dell’origine
per il latte e i formaggi.
Ma perché il latte d’asina viene utilizzato per l’alimentazione
dei lattanti/bambini? Esso rappresenta una valida alternativa al latte materno
al quale è molto simile soprattutto per quanto riguarda il contenuto di
lattosio, di proteine, di ceneri e di lisozima. Risulta, invece, nettamente più
leggero rispetto sia a quello materno che vaccino, perché contiene pochi
grassi, solo 0,28 g in 100 grammi di prodotto, tanto che viene utilizzato anche
nelle diete a ridotto apporto calorico.