Il Natale è tradizionalmente associato a convivialità, generosità e condivisione. Tuttavia, negli ultimi decenni, questa festività ha assunto anche una forte connotazione consumistica, caratterizzata da acquisti compulsivi, eccessi alimentari e un conseguente aumento degli sprechi. In un contesto globale segnato da crisi ambientali, sociali ed economiche, diventa sempre più urgente interrogarsi su come rendere il Natale un’occasione di festa che sia anche sostenibile e solidale.
Ripensare le nostre abitudini natalizie non significa rinunciare alla gioia o ai momenti di incontro, ma piuttosto restituire valore alle scelte quotidiane, orientandole verso il rispetto dell’ambiente e delle persone.
Acquisti sostenibili e solidali: meno quantità, più valore
Uno degli aspetti più critici del Natale è l’eccesso di regali, spesso superflui o destinati a un rapido inutilizzo. Un primo passo verso la sostenibilità consiste nel ridurre la quantità di acquisti e puntare sulla qualità, privilegiando prodotti durevoli, utili e realizzati in modo responsabile.
Gli acquisti sostenibili possono includere:
- prodotti locali e artigianali, che riducono l’impatto ambientale legato ai trasporti e sostengono l’economia del territorio;
- articoli certificati (biologici, equo-solidali, FSC, ecc.), che garantiscono standard ambientali e sociali più elevati;
- regali immateriali, come esperienze, corsi, biglietti per eventi o abbonamenti culturali.
Adiconsum ha realizzato un webinar lo scorso 11 dicembre, in collaborazione con NEXT, Nuova economia per tutti, intitolato “Consigli pratici per regali sostenibili. Anche a Natale vota col portafoglio”: sono intervenuti rappresentanti di iniziative e consorzi impegnati nella sostenibilità come Gioosto (piattaforma di e-commerce) ed Equalitas (vini certificati sostenibili). Il webinar, molto seguito ed apprezzato dal nostro pubblico, è disponibile in streaming differito qui ed è stato realizzato nell’ambito della campagna “In Sinergia-Insieme per una sostenibilità di tutti e per tutti”, finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Spreco alimentare: una contraddizione etica ed ambientale
Durante le festività natalizie, lo spreco alimentare raggiunge livelli particolarmente elevati. Tavole imbandite oltre il necessario e porzioni eccessive si traducono spesso in grandi quantità di cibo buttato, con un impatto significativo sull’ambiente e un evidente paradosso sociale, se si considera che molte persone faticano ad accedere a pasti adeguati.
Contrastare lo spreco alimentare è possibile attraverso una pianificazione più attenta:
- programmare i menu in base al numero reale di commensali;
- acquistare quantità adeguate, evitando doppioni e impulsi dell’ultimo minuto;
- valorizzare gli avanzi, trasformandoli in nuove ricette nei giorni successivi;
- conservare correttamente gli alimenti, rispettando le indicazioni di conservazione.
- Servire porzioni che tengano conto del numero di portate, per evitare che ilcibo resti nei piatti.
Educare alla gestione consapevole del cibo, soprattutto in un periodo simbolicamente legato all’abbondanza, è un atto di responsabilità che ha ricadute positive sia ambientali sia culturali.
Nel carrello della spesa natalizia, la nostra consapevolezza può fare molta differenza in termini di sostenibilità a 360 gradi e di impatto ambientale: acquistare prodotti freschi (ad esempio prendere fresche al mercato le verdure tradizionalmente presenti nel pasto natalizio, anziché acquistare prodotti confezionati, surgelati, precucinati e in generale processati e conservati); acquistare prodotti a KM zero, filiera corta e di stagione; evitare prodotti con packaging eccessivo e non compostabile o non riciclabile; acquistare meno carne e più prodotti agricoli; ispirare i menù delle feste alla dieta mediterranea, molto sana e variata, ma anche molto sostenibile.
Adiconsum partecipa al grande progetto europeo Foodmission, che unisce le forze di molte realtà accademiche, associative, imprenditoriali e istituzionali per realizzare un grande laboratorio di citizen science in 7 paesi e attivare una piattaforma di “gamification” capace di mobilitare giovani e meno giovani alla sostenibilità alimentare.
Donazione delle eccedenze alimentari: dalla festa alla solidarietà
Quando, nonostante le buone intenzioni, restano eccedenze alimentari, la donazione rappresenta una soluzione etica e concreta. Sempre più comuni e accessibili sono le reti di recupero del cibo, come associazioni caritative, banchi alimentari, mense sociali e piattaforme digitali che facilitano l’incontro tra chi ha surplus e chi ne ha bisogno.
Anche ristoranti, aziende e famiglie possono contribuire, informandosi sulle modalità di donazione previste a livello locale e sulle normative che tutelano chi dona in buona fede. In questo modo, ciò che rischierebbe di diventare rifiuto si trasforma in una risorsa preziosa per la comunità.
Un Natale più consapevole è possibile
Rendere il Natale più sostenibile non richiede gesti straordinari, ma una somma di scelte consapevoli: acquistare meno e meglio, ridurre gli sprechi, condividere le eccedenze, sostenere progetti solidali. Queste azioni, se adottate su larga scala, possono contribuire in modo significativo alla riduzione dell’impatto ambientale e al rafforzamento della coesione sociale.
In definitiva, un Natale sostenibile è un Natale che torna alle sue radici: un tempo di attenzione verso gli altri, di responsabilità e di rispetto. Un’occasione per celebrare non solo attraverso il consumo, ma attraverso valori che durano ben oltre le festività.